FONDOTINTA

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

Il fondotinta è da generazioni il protagonista del trucco. Ogni giorno milioni di donne lo applicano sul viso per valorizzare con delicatezza la propria bellezza, uniformare l’incarnato e nascondere imperfezioni e segni di stanchezza. Le formule moderne abbelliscono e curano la pelle, offrono protezione dai raggi UV e idratazione. Sono apprezzate anche per la traspirabilità e la resistenza all’acqua. Il fondotinta si presta sia a un trucco da giorno discreto sia a uno più intenso per le occasioni speciali, senza bisogno di applicarlo in strati spessi. L’obiettivo non è diventare un’altra persona, ma mettere in risalto la propria individualità. 

UNO SGUARDO ALLA STORIA…

La storia del trucco risale all’Egitto del 3000 a.C. All’epoca si truccavano intensamente donne, uomini e bambini. Più tardi, nell’antica Grecia e a Roma, a truccarsi erano soltanto le donne, che aspiravano a un aspetto sobrio, ispirato alla dea Afrodite. Il fondotinta in polvere di allora, però, era prodotto con il piombo… un esempio che di certo non seguiremo.  

In Europa, il trucco divenne un privilegio soltanto nel Rinascimento, e solo tra i più ricchi. Fu nel XVIII secolo che i cosmetici, fondotinta compresi, si diffusero anche tra le classi meno abbienti. Il fard rosa ispirato a Madame de Pompadour divenne celebre come segno di ricchezza e nobiltà. Nell’epoca vittoriana il trucco tornò a essere disapprovato: si faceva eccezione soltanto per i mascara preparati in casa.

Il XX secolo portò con sé tendenze di trucco molto diverse, anche grazie all’avvento del cinema. All’inizio tornò in auge il trucco occhi appariscente degli antichi Egizi. Negli anni ’30 le donne eliminavano praticamente le sopracciglia, mentre negli anni ’50 l’attenzione si spostò sul trucco delle labbra. I fondotinta degli studi cinematografici erano dapprima vistosamente bianchi; in seguito si puntò a scolpire gli zigomi con le sfumature. Già nel primo terzo del XX secolo, Max Factor abbinò intenzionalmente le tonalità del fondotinta ai tratti fisici e lanciò cofanetti di cosmetici. Le donne potevano così avvicinarsi più facilmente al look delle celebrità. 

Anche la Repubblica Ceca ha una sua storia di successo nel mondo del fondotinta. Negli studi cinematografici di Barrandov, su iniziativa di Olga Knoblochová e Vlastimil Boublík, nacque il leggendario fondotinta ad alta coprenza Dermacol. Nel 1965 la sua licenza fu venduta a Hollywood, dove venne usato per gli interpreti dei personaggi cinematografici. Il fondotinta ceco Dermacol continua a riscuotere successi dagli Stati Uniti all’Europa, fino all’Australia. Negli anni ’70 l’ideale era una pelle abbronzata illuminata dalla terra. La cultura disco degli anni ’80 portò colori vivaci negli ombretti, nei rossetti e nei fard; gli anni ’90, invece, portarono lucentezza e look sfumati.

I fondotinta più amati:

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Oggi il fondotinta dovrebbe essere quasi invisibile. Chi ti sta intorno dovrebbe chiedersi se sei davvero truccata. L’ideale è una pelle dall’aspetto fresco e luminoso, come se non avessi applicato neppure una goccia di fondotinta o un granello di cipria. Un fondotinta traspirante scelto su misura, abbinato a un primer adatto alla pelle e a correttori usati con abilità, può fare davvero la differenza. L’effetto opaco e incipriato, simile a una maschera, appartiene ormai al passato. 

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